Collection: Vini Tenute Rossini

Tenute Rossini 

Una Famiglia e l'ottimo vino, tipico esempio di emozionalità della Sardegna

La storia dell’Azienda Agricola Rossini inizia nel 2004 quando il suo fondatore Luigi, impianta un piccolo pezzo di terreno e comincia a coltivare una vigna seguendo il suo motto “keret fattu cun amore”, “anche il lavoro più duro va fatto con amore”. Nel 2012 Luigi realizza il suo sogno con l’apertura della cantina, che ancora oggi è gestita a livello familiare. “Keret fattu cun amore” è l’imperativo che il figlio Massimo, insieme con il fratello Fausto, la sorella Rossella, la mamma Teodora, hanno deciso di trasformare in ragione di vita, a favore del progetto di sostenibilità ambientale con cui l’Azienda intende proporsi. La progettazione, la ricerca, la cura naturale dell’ambiente, l’espressione della manualità nella produzione rappresentano le vie attraverso le quali il territorio dell’Anglona diventa protagonista di Tenute Rossini.

La Filosofia 

La Famiglia Rossini ha sempre gestito direttamente questa attività con scelte innovative e coraggiose, mantenendo inalterato il rispetto per le tradizioni e il territorio. Ogni vite racconta una storia, ciascun vino parla di fatica ed energia, di sole e nutrimento del terreno secondo le logiche di sostenibilità ambientale perseguite con dedizione e impegno.

il Vigneto

Nel vigneto, reimpiantato nel 2006, con la tecnica di rotazione (semina del favino e altre leguminose in filari alternati) permette di apportare azoto al terreno, e nel periodo di riposo della vite tramite la potatura si sceglie il potenziale quantitativo della nuova produzione a favore della massima qualità. Parte dei sarmenti, dove si annidano a svernare i parassiti, verranno bruciati. Il resto, insieme col favino, viene trinciato e interrato per favorire l'apporto di sostanze organiche nel terreno, unica concimazione ammessa oltre al macerato di ortiche. In primavera, si sistemano manualmente le trappole (secchielli bianchi con acqua e aceto) per i fitofagi che potrebbero rovinare e distruggere i giovani germogli, un metodo artigianale usato per preservare la salute della pianta evitando l’uso di prodotti chimici. Il tempo di raccolta delle uve viene determinato dall’equilibrio dato dalla giusta maturazione fenolica delle bacche, dall'evoluzione zuccherina e dal grado di acidità. Questa cura permette di evitare correzioni successive in cantina. Ogni vino racconta la sua annata. Tipo di allevamento: Spalliera Potatura: Guyot e Cordone speronato Densità d’impianto: 5000 piante/ha Resa per ettaro: varia da 40 a 80 quintali/ha